2015-2016

PAVIC ROMAGNANO SESIA-PAVIDEA STEELTRADE FIORENZUOLA 3-2

PAVIC ROMAGNANO SESIA-PAVIDEA STEELTRADE FIORENZUOLA 3-2 (26-24, 16-25, 22-25, 25-20, 15-11) PAVIC ROMAGNANO SESIA: Bonani, Quaglino 9, Barbonaglia, De Benedetti 17, Costa 11, Taddei 6, Turrini 1, Baraggioni, Ubezio, Simonetta 13, Golini 19, Imarisio (L), Abbiate. All. Marco Bonfantini. PAVIDEA STEELTRADE FIORENZUOLA: Hodzic 9, Vignola 5, Rocca, Errichiello 21, Barbarini 18, Micheletti, Guccione 11, Sotera 14, Pedemonte, Scalera 1, Picco, Testa (L), Riboni (L2). All. Giovanni Errichiello. ARBITRI: Lucia Grassi e Roberto Giusto di Torino. BORGOSESIA (VC)-La Pavidea Steeltrade scivola sulle sponde del Sesia e esce dalla zona play offs. Le ragazze di Giovanni Errichiello sono incappate in un’altra serata negativa, uscendo sconfitte al tie break al termine di una gara equilibrata che le fiorenzuolane hanno giocato in affanno e con troppa frenesia che, alla fine, le ha portate a commettere errori decisivi. Le padrone di casa hanno disputato l’incontro senza grandi acuti, ma sono riuscite a dare il colpo di coda al momento giusto. Il punto preso in terra piemontese non serve a Guccione e compagne, perchè il Dkc Galliate ha fatto il pieno contro l’Adolescere Rivanazzano, ha messo la freccia accomodandosi sul terzo gradino della graduatoria e ha fatto scendere le biancorosse dal treno che porta agli spareggi. Si gioca a Borgosesia, centro di tredicimila abitanti immerso nella valle tracciata dall’alveo del fiume Sesia. Ci si arriva percorrendo la provinciale che porta a Vercelli, superando rotonde, semafori, passaggi a livello, ponti e costeggiando boschi di conifere che fiancheggiano la carreggiata. Qua dominano i lanifici, conosciuti anche oltre i confini nazionali, che producono un indotto di grande portata. Il palasport è dedicato a Franco Loro Piana, il “dottore della lana” ed è un impianto imponente, illuminato a giorno, con foyer, bar con tavolini e tribune ampie. Il pubblico non è molto, ma estremamente organizzato con tamburi, grancasse, rullanti che danno vita ad un tifo da finale di Champions. Ivan e Filippo, rappresentanti dei Pink Wolf, sono arrivati fino a qua per sostenere e spingere la Pavidea Steeltrade nella gara che vale una intera stagione. Musica a tutto volume per riempire l’attesa, squadre agguerrite e coppia arbitrale arrivata dalla vicina Torino, preliminari di rito e si comincia. Pavic in maglia blu con numeri bianchi che va a sinistra e si presenta in campo con Taddei in cabina di regia, Quaglino in mezzo, Simonetta sulla diagonale, Imarisio libero, Golini e De Benedetti di banda; Giovanni Errichiello porta in panchina una ancora convalescente Silvia Pedemonte e si affida a Vignola in regia, Caterina Errichiello in diagonale, Alessia Testa libero, Valentina Guccione al centro, Giulia Sotera e Alysa Hodzic all’esterno, lasciando in stand by Noemi Barbarini. La Pavidea Steeltrade è obbligata a fare l’en plein per tenere il terzo posto, le padrone di casa devono cercare di trovare quella vittoria che manca da quattro giornate e provare a scalare un po’ la classifica. Monetina galeotta per le piemontesi che cedono il primo ciak a Veronica Vignola, ma vanno a rompere il ghiaccio con un missile di Ilaria Simonetta. L’incontro promette molto, perchè le squadre si affrontano a viso aperto, senza ostruzionismi, il pubblico capisce il concetto e comincia già a farsi sentire. Tiene botta la Pavidea Steeltrade con una diagonale di Giulia Sotera, ma una battuta in rete di Caterina Errichiello porta in dote il break alla Pavic (5-3). Lisa Costa mette una ace millimetrica, Alysa Hodzic trova spazi e Caterina Errichiello va al pareggio (7-7). L’equlibrio regna sovrano, Giulia Sotera va in replica e porta in vantaggio le biancorosse che non trovano il ritmo giusto e si fanno subito riprendere e staccare con un botta di De Benedetti (16-13). Il time out tecnico serve alla causa fiorenzuolana ed allora ace di Sotera, schiacciata di Alysa Hodzic, battuta in rete di Ilaria Simonetta, ace di Noemi Barbarini e fiorenzuolane avanti con brio (17-19). Mescola le carte Marco Bonfantini con l’avvicendamento Bonani-Simonetta, ma la Pavidea Steeltrade tiene bene e resta avanti con Valentina Guccione (20-21). Contromossa di Giovanni Errichiello che da spazio a Asja Scalera richiamando in panca Alysa Hodzic, mentre la Pavic trova un paio di colpi, si procura il set ball con Barbara De Benedetti e chiude il conto con una botta di Ilaria Simonetta che piega le mani a Giulia Sotera (26-24). Gara in salita per una Pavidea Steeltrade che non può permettersi distrazioni. E allora bisogna provare a cambiare ritmo: ace di Guccione, muri di Barbarini su Golini, diagonale di Sotera e lob a firma Errichiello. Morale della favola: 2-7 e timidi sorrisi dalle parti fiorenzuolane. Gioca con più ordine la Pavidea Steeltrade, Alessia Testa è il solito, insuperabile baluardo difensivo, il muro tiene bene e le biancorosse di staccano (4-10). Le padrone di casa vanno in difficoltà quando Alysa Hodzic trova gli spazi giusti e sono costrette a subire il doppiaggio di Caterina Errichiello che spara cannonate senza troppa pietà (7-14). Set in mano a Guccione e compagne che vanno via di slancio, trovando il set ball su un errore di Barbara De Benedetti e il pareggio con Caterina Errichiello (16-25). Sembra una serata tinta di rosa per le fiorenzuolane, più decise e sicure, il Pavic è comunque sempre in agguato e non molla la presa nemmeno nel terzo set che la Pavidea Steeltrade mette sui binari favorevoli con un mini show di Alysa Hodzic e le murate di Barbarini ed Errichiello. Veronica Vignola va di agilità, Errichielo piazza un pallonetto d’autore e poi va a respingere alla fonte un attacco di Barbara De Benedetti (21-22). Giulia Sotera ha un guizzo dei suoi e firma il punto numero 24, Giorgia Taddei sbaglia l’approccio sulla palla e manda lungo. Set alla Pavidea Steeltrade che capovolge il risultato (22-25). Tacciono i tamburi, sul “Loro Piana” cala un silenzio quasi irreale, si agita la panchina di casa. Marco Bonfantini suona la carica e la Pavic ritrova di colpo il ritmo: bastano un paio di sparate di Ilaria Simonetta e Annalisa Golini per mandare kappao le biancorosse (9-2). Riparte il tifo assordante, riparte la Pavic che ha voglia di tie break. Cambia la regia Goovanni Errichiello che consegna lo scettro del comando a Margherita Rocca; le padrone di casa vanno giù pesante e scavano un solco profondo con De Benedetti e Simonetta (22-14). Colpo di coda della Pavidea Steeltrade che trova gloria con Errichiello e Barbarini, ma ci pensa Rebecca Quaglino a trovare il set ball e mandare Barbara De Benedetti a firmare il 2-2 (25-20). Secondo tie break consecutivo per la Pavidea Steeltrade che prova a dimenticare la Iglina di Albisola, ma le premesse non portano conforto: Barbarini manda lunga la battuta, Caterina Errichiello sbaglia il diagonale e le fiorenzuolane scivolano lontano (5-2). Le energie in casa biancorossa sono ai minimi termini, Costa mura Errichiello, Simonetta mette a terra e Giovanni Errichiello chiama il time (9-2). Spazio al libero di scorta Martina Riboni, talento puro, che chiude dietro con disinvoltura, mentre davanti c’è qualche incertezza di troppo e il Pavic doppia senza pensarci troppo (12-6). Guccione, Sotera per un recupero che riapre qualche speranza, ma è destino che anche questo tie break volti la faccia alle biancorosse, perchè le forze non ci sono più, i riflessi nemmeno e gli errori si contano. Martina Riboni prova a fare Rocambole, ma manda in rete, Giulia Sotera ha troppa fretta e manda sotto il nastro. 15-11. Finisce qua. Pavidea Steeltrade in ginocchio, Pavic alla cassa per riscuotere due punti che servono solo per il prestigio. Delusione dalle parti di Errichiello, musi lunghi tra le giocatrici. Forse spunta qualche lacrima. I cinque punti di vantaggio che c’erano in classifica un paio di mesi fa sono svaniti: Galliate come da pronostico, ha fatto tris a Rivanazzano e ha messo la freccia. Adesso sono le novaresi ad accomodarsi al terzo posto. Fiorenzuolane fuori dalla zona che conta. Con molti dubbi e rimpianti Mancano tre partite alla fine. Finchè c’è vita, c’è speranza. Ma il calendario non aiuta. FRANCO BONATTI