BAZOOKA – KALASHNIKOV PISANI
“La “esse”-spiega la giocatrice rossoblù-è soltanto una coincidenza. Non mi sento per niente una “super”. Sono una ragazza umile che non si monta la testa. Cerco di fare fino in fondo il mio dovere. Però i complimenti ed i soprannomi che mi hanno dato, mi fanno piacere”.
-La B/1 te la aspettavi così?-
“Non è stata una sorpresa. Questa categoria l’avevo già assaggiata nel 2012 a Lucca e poi a Santo Stefano Magra. Fiorenzuola è stata la terza tappa.Tutto normale. E’ stata una bella esperienza che mi piacerebbe rifare”.
Toscana di Carrara, vent’anni compiuti il 28 aprile, Alessandra ha cominciato a giocare a pallavolo all’età di otto anni con la maglia della società carrarese. A quattordici, passa al Santo Stefano Magra dove gioca con l’Under 18, compiendo poi il doppio salto in serie D e B/1. Torna poi nella sua città natale per disputare il campionato di serie C ed approdare con molte credenziali alla Pavidea Steeltrade.
“Mi piace moltissimo giocare e vorrei essere sempre in campo-continua-e quindi, se questo mi dovesse dare garanzie, sarei disposta anche a giocare in B/2. Vedremo”.
-Un anno lontano da casa. Ti è mancata la Toscana?-
“Moltissimo. Mi è mancato soprattutto il mare, la spiaggia. Non vedo l’ora di tornare a casa per rivederli”.
-Il campionato sta finendo. Il tuo bilancio-.
“Secondo me la retrocessione era evitabile. Abbiamo avuto troppi black out durante la stagione e in questa categoria gli errori si pagano caro. Peccato, perché abbiamo sempre creduto nella salvezza e questo rende questa discesa di categoria ancora più difficile da accettare”.
-Cosa ti è piaciuto maggiormente di Fiorenzuola?-
“E’ una città piccola, ma io sono abituata a vivere in queste realtà. Fiorenzuola non l’ho vista così brutta sotto l’aspetto estetico. E’ vero: offre poche occasioni per trascorrere il tempo libero, ma tutto sommato mi ci sono trovata bene”.
-Il momento più difficile di questa stagione-.
“Ho avuto parecchi problemi con l’allenatore Omar Amoros. Mi faceva giocare poco ed io ci restavo male. Abituarsi alla panchina non è stato facile. Adesso con Davide Zanichelli qualcosa è cambiato: ho più occasioni per scendere in campo e sono più tranquilla”.
Studentessa al primo anno della Facoltà di Economia a Parma, Alessandra si è lasciata alle spalle due esami, dividendosi tra palestra e libri.
“Non è facile conciliare tutto. Però ci provo. Vedremo come andrà”.
-Cosa c’è nel tuo futuro?-
“Non ho ancora deciso niente. Devo ancora avere chiara la situazione. Ripeto: per me l’importante è giocare. B/1 o B/2 non cambia molto”.
-Che ricordo conserverai di questo anno?-
“E’ stato il primo lontano da casa. Credo di essere diventata più responsabile. Ho vissuto una bella esperienza e conosciuto persone nuove. Sotto questo aspetto sono contentissima”.
FRANCO BONATTI
